Food & Beverage italiano nel mercato UK: dati 2025/2026 e opportunità per il Made in Italy

Il Food & Beverage italiano continua a occupare una posizione rilevante nel mercato britannico. Nonostante Brexit, aumento dei costi, nuove complessità logistiche e consumatori più attenti al prezzo, i prodotti agroalimentari Made in Italy restano tra le proposte più riconoscibili e competitive nel Regno Unito.

I dati chiave

  • Export agroalimentare italiano da record: secondo Coldiretti su dati Istat, nel 2025 l’export agroalimentare Made in Italy ha raggiunto quasi 73 miliardi di euro, con una crescita del 5% rispetto all’anno precedente.
  • UK tra i mercati principali: la Gran Bretagna si conferma il quarto mercato di destinazione per l’agroalimentare italiano, con un valore di circa 4,9 miliardi di euro, sempre secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat.
  • Italia tra i principali fornitori UK: secondo il Trade Snapshot 2025 della Food & Drink Federation, l’Italia figura tra i principali Paesi fornitori del Regno Unito nel food & drink, con un valore di circa 4,2 miliardi di sterline e una crescita del 6,0% rispetto all’anno precedente.
  • Mercato UK ancora molto aperto all’import: secondo DEFRA / GOV.UK, nel 2025 le importazioni britanniche di Food, Feed and Drink hanno raggiunto 67,8 miliardi di sterline, con una crescita del 6% rispetto al 2024 a prezzi correnti.

Cosa significano questi numeri

I dati confermano che il Regno Unito resta uno dei mercati più importanti per il Food & Beverage italiano. Il Made in Italy continua a essere associato a qualità, gusto, tradizione, origine e cultura gastronomica, soprattutto in categorie come:

  • pasta
  • conserve
  • prodotti da forno
  • olio
  • vino
  • formaggi
  • ingredienti per la ristorazione
  • specialità regionali

Tuttavia, il mercato britannico è diventato più selettivo. L’italianità resta un vantaggio, ma non basta più da sola: buyer, distributori e retailer cercano prodotti affidabili, ben posizionati e sostenuti da una gestione commerciale e operativa solida.

Le sfide principali

  • Prezzo e marginalità: il consumatore britannico è più attento al rapporto qualità-prezzo.
  • Posizionamento: un prodotto italiano deve comunicare in modo chiaro perché merita spazio a scaffale o nel canale food service.
  • Continuità di fornitura: retailer e distributori cercano partner capaci di garantire disponibilità, tempi certi e gestione efficiente.
  • Conformità e documentazione: nel post-Brexit, etichettatura, requisiti doganali, controlli e tracciabilità sono diventati elementi decisivi.
  • Competizione internazionale: il mercato UK resta interessante, ma è sempre più presidiato da fornitori europei ed extra-europei.

Il quadro 2025/2026 è chiaro: il Food & Beverage italiano nel Regno Unito resta forte, riconosciuto e competitivo, ma opera in un mercato più esigente.

Per le aziende italiane, l’opportunità non è solo esportare nel Regno Unito, ma costruire una presenza stabile, credibile e ben gestita.

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Fonti consultate

Coldiretti, Made in Italy: export agroalimentare da record con 73 miliardi
https://www.coldiretti.it/economia/made-in-italy-export-agroalimentare-da-record-con-73-miliardi

Food & Drink Federation, Trade Snapshot 2025
https://www.fdf.org.uk/fdf/resources/publications/trade-reports/fdf-trade-snapshot-2025/

Food & Drink Federation, Trade Snapshot 2025, PDF
https://www.fdf.org.uk/globalassets/resources/publications/reports/trade-reports/2025-trade-snapshot.pdf

DEFRA / GOV.UK, UK trade in Food, Feed and Drink, 2025 provisional
https://www.gov.uk/government/statistics/uk-trade-in-food-feed-and-drink-2025-provisional/uk-trade-in-food-feed-and-drink-2025-provisional

Reuters, Higher British alcohol tariffs sap exports of Spanish red wine
https://www.reuters.com/markets/commodities/higher-british-alcohol-tariffs-sap-exports-spanish-red-wine-2025-06-24/